Il manufatto è giunto ai giorni nostri sostanzialmente integro nel suo impianto murario ma in uno stato di avanzato degrado dovuto all’uso improprio, all’incuria e all’effetto incontrollato degli agenti atmosferici.
La precedente proprietà diede avvio ad un progetto di restauro nel 2000: i lavori, sotto la direzione dell’Arch. Raggi di Forlimpopoli, interessarono sostanzialmente il recupero della copertura, il consolidamento del campanile e quello inerente le volte della controstruttura interna. L’intervento fu provvidenziale perché consentì di interrompere un processo di degrado che nel tempo avrebbe potuto avere gravi conseguenze anche sugli elementi portanti.
L’attuale proprietà, a partire dal 2007, ha portato a termine il risanamento conservativo dell’edificio e ha provveduto alle opere necessarie perché vi fosse ospitata un’attività di ristorazione.
Di seguito si riportano per sommi capi le fasi del restauro:
- sono stati asportati e rifatti gli intonaci interni a base di calce ove quelli esistenti non fossero recuperabili;
- è stato ripristinato l’intradosso della volta in gesso nella zona absidale;
- è stato completato il consolidamento della controstruttura interna;
- sono stati recuperati gli elementi decorativi quali stucchi, cornici, modanature;
- sono stati sostituiti i serramenti;
- è stato posato un pavimento in cotto al piano terreno;
- è stato realizzato un soppalco in ferro su profilati HE, indipendente dalla struttura portante dell’edificio;
- sono stati realizzati gli impianti elettrico, sanitario, di riscaldamento a pavimento (sia a piano terreno che a piano soppalco), di trattamento aria, di allaccio gas e di fognatura;
- anche la facciata è stata interessata da un intervento di risanamento conservativo e in particolare il vano d’ingresso è stato riportato a un disegno e a dimensioni più congrue rispetto alle proporzioni della facciata stessa.
Nell’ottica dell’intervento di recupero si è inteso valorizzare anche l’ambito urbano in cui l’edificio è collocato: è stato infatti pavimentato lo spazio antistante l’ingresso con lastre di pietra di Luserna e sono stati collocati elementi di arredo urbano come dissuasori della sosta e faretti a led incassati nella pavimentazione.
Arch. Nicolò Ferrari
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